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apr, 2017

Dalla Puglia al Malawi, passando per Bitonto

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Riportiamo l’articolo della giornalista Mariella Vitucci, pubblicato il 22 aprile sul sito della testata BITONTOLIVE. (http://www.bitontolive.it/news/attualita/475539/dalla-puglia-al-malawi-passando-per-bitonto)

A breve, tutti gli aggiornamenti saranno disponibili nella sezione “PROGETTI” di questo sito.

 

Anche la scuola primaria Caiati ha contribuito al grande progetto che l’Associazione Volontari di Protezione Civile di Torchiarolo sta realizzando nel Paese africano

 

C’è un filo di solidarietà che unisce la Puglia al Malawi, passando per Bitonto. Parte dall’Associazione dei Volontari di Protezione Civile di Torchiarolo, nel brindisino, e arriva fino al distretto di Nkhotakota, regione centrale dello Stato africano.

L’associazione conta più di 120 volontari, novanta dei quali impegnati nell’assistenza ai diversamenti abili negli aeroporti pugliesi.

Puglia for Malawi © Associazione Volontari di Protezione Civile di Torchiarolo

Gianni Liaci, presidente dell’associazione, racconta a BitontoLive com’è nato il progetto Puglia for Malawi: «Siamo una piccola associazione che lavora per realizzare un grande sogno. Tutto è cominciato da una nostra volontaria di Mola di Bari, che è lì da tempo e ci ha raccontato della fatica quotidiana di procurarsi l’acqua. Ci siamo innamorati di quest’idea: portare l’acqua nei villaggi. Quasi una follia, eppure l’abbiamo realizzata, e non ci fermeremo. Il primo villaggio in cui abbiamo installato una pompa per l’acqua è Mwansambo, ma ne beneficiano anche due villaggi vicini: Gerani e Ntantha. E in quest’ultimo villaggio abbiamo anche ristrutturato l’unico asilo esistente, che era in abbandono prima del nostro arrivo. Abbiamo in programma di costruire altre scuole nei prossimi mesi».

Ogni mattina i bambini del Malawi erano costretti a fare almeno quaranta minuti di cammino per attingere un po’ d’acqua, e non certo limpida, da portare ai villaggi. La pompa installata a Mwansambo ha cambiato la loro vita.

A Ntantha i Volontari di Torchiarolo hanno ricevuto in dono un pezzo di terra, sul quale hanno edificato una preschool con l’aiuto della popolazione locale. «La scuola pubblica in Malawi – spiega Liaci – comincia dai sei anni e l’istruzione non è certo una priorità. Lì la priorità è sopravvivere, e i bambini sono considerati una forza lavoro. C’è un tasso di scolarizzazione bassissimo».

Qualche settimana fa Gianni Liaci è stato in Malawi insieme a tre volontarie, per regolarizzare la documentazione richiesta dal governo locale per il riconoscimento dell’associazione, che si è dovuta registrare come ong. «Inizialmente il governo era scettico confessa – e voleva appurare le ragioni della nostra missione in Malawi. Per loro non è facile comprendere lo spirito del volontariato. Vorremo restituire il di più che abbiamo, e che quasi sempre è superfluo. Loro non hanno niente, eppure sorridono sempre e sono felici per ogni piccolo dono. Qualunque gesto per loro è meraviglioso».

Piccoli doni festeggiati con grandi sorrisi, come quello ricevuto dalla scuola primaria Caiati di Bitonto: materiale di cancelleria e medicinali che le famiglie degli alunni hanno regalato con generosità, rispondendo all’appello della presidente del Comitato Genitori della scuola Caiati, Concetta Pastoressa. Quaderni, penne, matite colorate, cerotti, antipiretici, disinfettanti… tutto questo è giunto da Bitonto ai bambini del Malawi, per tramite dei volontari di Torchiarolo.

Pastoressa racconta che è stata contattata da Angela Leone, i cui nipotini frequentano la Caiati. L’idea è stata poi sottoposta alla dirigente scolastica Mariapia Matilde Giannoccari, che ha subito sposato il progetto di solidarietà. È stata poi diramata una circolare per informare tutte le classi e ne è seguita una mobilitazione per i bambini del Malawi. «Mi sono ripromessa di sostenere ancora il progetto Puglia for Malawi, perché è una cosa tangibile. Le foto dei bambini in festa per i nostri doni mi hanno dato una gioia immensa, che ho voluto condividere con tutte le famiglie della nostra scuola che hanno contribuito alla raccolta» promette Concetta Pastoressa.

Angela Leone, volontaria e referente bitontina dell’Associazione Volontari di Torchiarolo, rappresenta l’anello di congiunzione fra Brindisi e il Malawi. Da due anni presta assistenza ai passeggeri diversamente abili nell’aeroporto di Bari Palese. Dopo aver conosciuto il progetto Puglia for Malawi, la volontaria ha deciso di attivarsi per dare il suo contributo, coinvolgendo la scuola primaria Caiati. «Abbiamo anche in progetto – spiega – di realizzare piccoli orti nei villaggi del Malawi, dove insegnare l’agricoltura. La popolazione locale è abituata a vivere grazie agli aiuti umanitari, noi vorremmo educarla ad essere autonoma, a costruire con le proprie mani un futuro migliore».

Dall’Italia sono stati portati oltre 180 chili di medicinali e materiale di cancelleria, consegnati personalmente anche nei villaggi vicini, in un carcere e in un orfanotrofio gestito da una suora laica italiana.

In Malawi sono impegnati trenta volontari dell’associazione di Torchiarolo.

La preschool costruita a Ntantha ospita cinquanta bambini fra i tre e i sei anni e due insegnanti del posto. Il villaggio è composto da circa trenta famiglie. Per le opere già realizzate in Malawi sono già stati investiti oltre 15mila euro. Nei prossimi tre anni – annuncia Gianni Liaci – ne saranno destinati altri 50mila, per la costruzione di un centro di formazione per gli insegnanti locali e di un alloggio per i volontari che presteranno la loro opera in Malawi. A fine luglio ne partiranno altri quattro, e vi resteranno per nove mesi.

I Volontari di Protezione Civile di Torchiarolo chiedono di aiutarli con donazioni e adozioni a distanza dei bambini del Malawi che hanno preso in carico, garantendo trasparenza assoluta e un contatto diretto, tramite internet, con i piccoli. Ma chiedono anche l’aiuto sul posto di professasti volontari, come insegnanti con conoscenza della lingua inglese e agronomi. «Vorremmo realizzare orti didattici per insegnare ad impiantare nuove colture. Ma senza imporre nulla. Siamo laici e non esportiamo religioni né imponiamo la nostra cultura, andiamo in Malawi ad imparare, per sostenere le popolazioni più povere ed aiutarle a crescere» sostiene Liaci.

Nella regione del Malawi in cui opera la sua associazione – spiega – si coltivano quasi esclusivamente mais e soya, che rappresentano la base dell’alimentazione quotidiana: lo “zima”, un intruglio di diverse farine con acqua, simile alla nostra polenta. Il riso è un lusso. La frutta non si coltiva ma cresce spontanea. Il grosso problema è il disboscamento selvaggio e incontrollato: si tagliano gli alberi per realizzare enormi cataste su cui vengono cotti i mattoni d’argilla che vengono venduti e costituiscono la sola fonte di reddito per gli abitanti dei villaggi. Gli stessi mattoni utilizzati per costruire la preschool e le capanne in cui vivono.

«Qualsiasi cosa bruci, loro la tagliano, e questa zona del Malawi è diventata una steppa. Poi ci sono le alluvioni cicliche che spazzano via tutto, per cui anche coltivare la terra diventa complicato. In mezzo al nulla conclude Gianni Liaci – le missioni cattoliche sono cattedrali nel deserto. Noi invece il deserto lo vogliamo coltivare insieme a questa gente, perché ci riteniamo responsabili di quello che succede in Africa e pensiamo di essere debitori nei loro confronti».

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