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apr, 2017

Dai volontari di Torchiarolo un piccolo miracolo in Africa: costruito pozzo e asilo

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Riportiamo l’articolo della giornalista Paola Bari, pubblicato il 18 aprile sul sito della testata BRINDISIREPORT. (http://www.brindisireport.it/cronaca/dai-volontari-di-torchiarolo-un-piccolo-miracolo-in-africa-costruito-pozzo-e-asilo.html)

A breve, tutti gli aggiornamenti saranno disponibili nella sezione “PROGETTI” di questo sito.

 

TORCHIAROLO – L’associazione Protezione civile di Torchiarolo in gran silenzio sta compiendo un piccolo miracolo: da qualche mese i volontari e lo stesso presidente Giovanni Liaci, sono operativi in Africa, precisamente in una regione centrale del Malawi (Distretto operativo Nkhotakota) dove, con autofinanziamenti, hanno già costruito un pozzo messo a disposizione di tre villaggi (Mwansambo, Gerani, Ntantha) e un asilo detto “Pree-School” e dove prevedono di costruirne altri, insieme a orti didattici “per favorire un’educazione ambientale e agricola”, un presidio sanitario e l’installazione di altre “Water Pump” “per ovviare al problema del reperimento dell’acqua potabile”. Dove hanno già preso in carico 50 bambini a cui forniscono cibo e istruzione, dove hanno già portato oltre cento chili di medicinali distribuiti tra orfanotrofi, prigionieri e carcere minorile.

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In gran silenzio perché il progetto, denominato “Malawi…volontariaMente” seppur operativo dall’estate scorsa è attivo ufficialmente da qualche mese e non mira alla pubblicità ma agli aiuti concreti a popolazioni martoriate dalla fame e dalle malattie infettive. Popolazioni che come racconta Liaci “facevano 40 minuti a piedi per trovare un po’ d’acqua da portare ai villaggi, che si cibano di una poltiglia fatta di farine varie e dove il riso è quasi un lusso”. Popolazioni che hanno toccato il cuore dei volontari che hanno scelto di investire il loro tempo in questi territori per rendere migliore la vita di bambini e genitori nati nei paesi più poveri della Terra.

Un piccolo miracolo perché questi volontari sono stati accolti come veri e propri “salvatori” dagli abitanti dei villaggi, solo per aver regalato la possibilità di reperire facilmente acqua potabile (il pozzo è profondo 42 metri), ottenere materiale da cancelleria, medicinali, avere la possibilità di istruire i bambini, provvedere al rifornimento di cibo. E c’è ancora tanto da fare.

Il nuovo villaggio composto da asili, presidi sanitari e orti, che nascerà su un terreno preso in affitto, si chiamerà proprio Torchiarolo. Come si legge nella nota di presentazione del progetto, che ieri, lunedì 17 aprile, per la prima volta è stato portato in piazza in occasione dei festeggiamenti per la Madonna di Galeano, patrona di Torchiarolo, “In occasione del primo sopralluogo alcuni volontari hanno distribuito medicinali e articoli di cancelleria frutto di una raccolta che ha coinvolto diverse città della Puglia. Tra le sedi di distribuzione vi sono: la prigione Chichiri (Blantytre), l’orfanotrofio Alleluya Care Centre (Namwera), il carcere minorile Bvumbwe, (Blantyre)”. Una festa per tutti accompagnata però dall’amarezza di scoprire le condizioni disumane in cui vivono i detenuti e i prezzi esagerati dei medicinali in Africa, quintuplicati rispetto all’Italia.

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Fino a questo momento i volontari della Protezione civile di Torchiarolo hanno operato con le proprie forze anche economiche. Adesso servirebbe il contributo di tutti. “Basta veramente poco per aiutare queste popolazioni – commenta Giovanni Liaci – noi non vogliamo stravolgere le loro abitudini e tradizioni anche religiose ma solo rendere migliori le condizioni di vita, fornire cibo, acqua, medicinali, agevolarli”.

Nella nota si legge ancora “Per la realizzazione della fase iniziale del progetto l’associazione ha impegnato 10mila euro per la ristrutturazione di una prima Pre-school e l’installazione di una Water Pump nel villaggio Nthatha. La durata sarà orientativamente di tre anni, nel corso dei quali l’associazione prevede di destinare la somma di 50mila euro. Al fine di garantire un futuro sicuro e una continuità nel percorso formativo dei bambini appartenenti alle pre-school, l’associazione ha ideato un sistema di adozione a distanza che con modico contributo mensile pari a 10 euro al mese permette ad ogni alunno di ricevere gli alimenti utili al sostentamento, un’istruzione impartita da figure qualificate e materiale scolastico. I volontari presenti sul luogo si occuperanno personalmente di documentare i progressi scolastici ottenuti dai bambini instaurando un contatto diretto con gli adottanti”. Al momento ne sono stati adottati otto.

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“Il percorso per arrivare a tutto questo è stato lungo e laborioso – precisa Liaci – questo è un progetto troppo importante, anche se parte da un’associazione piccola rispetta tutte le procedure previste per operare su questi territori. In Malawi, ad esempio, non sono previste le Onlus e abbiamo dovuto registrare l’associazione come una Ong domiciliata a Mwansambo. Partiremo a metà luglio, quattro volontari di Torchiarolo si stabiliranno lì per nove mesi, durante questo periodo si alterneranno altri volontari, al momento ci sono tre referenti del posto di cui un insegnante. Naturalmente cerchiamo operatori ma anche figure professionali come agronomi e insegnanti che conoscono l’inglese. Faremo una carovana che andrà in giro per la Puglia per presentare il progetto nelle scuole, grazie a tutto questo si potrà restituire un sorriso a bambini e famiglie bisognose”.

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